Riecco Bremer, segnale a Spalletti! La verità sulla clausola e la scelta sulla difesa Juve

admin
By
9 Min Read

27 luglio 2026, 07:38 

Cristiano Corbo

Si metterà subito a disposizione, Gleison Bremer . E lo farà con il sorriso. Anzi: con il ghigno di chi sa di dover cercare, anche dentro di sé, conferme a un po’ di dubbi che si sono sommati, accumulati, tutti comunque da affrontare. Il centrale brasiliano ha deciso di anticipare il rientro alla Continassa, dov’era atteso nella giornata di mercoledì. Troppo forte, la voglia di tornare a disposizione. Troppo importante, questo lavoro preliminare volto a garantirgli una prima parte di stagione (magari) senza intoppi.

Bremer, volontà Juve

E troppo in ballo, poi: perché il suo nome è stato tra i più chiacchierati in uscita, e perché la Juve ha pensato pure al suo profilo per monetizzare, quindi sbloccare il mercato in entrata. Non era un mistero, non lo è mai stato. E il calciatore, che pure legittimamente ha provato a guardarsi attorno, più volte ha ribadito la volontà di rimanere a Torino, dove sta bene e dove sta provando a seguire con ordine i dettami dell’allenatore.

Sulle doti di Gleison da marcatore non c’è mica discussione. Semmai, ecco, si può crescere e costruire nella gestione del pallone, in quella prima impostazione su cui Spalletti insiste con costanza. Spalletti, le parole su Gatti e Kelly

L’ha fatto anche sabato sera, a Liegi, parlando di Gatti e Kelly : «Nel primo tempo siamo stati lenti nel far girare il pallone, però difensivamente è stata una prova sviluppata molto bene». Da Bremer, Lucio attende proprio questo: che confermi le sue doti principali, che provi ad aggiungerne un po’, magari più in linea con la filosofi a di gioco attuata e già da tempo. Si vedrà. Intanto, il tecnico sicuramente apprezzerà quanto vedrà al suo centro sportivo, proprio in queste ore: il brasiliano tornerà subito a correre e presto sarà nuovamente a disposizione, provando a mettere da parte pure il Mondiale da assoluto non protagonista.

La rabbia di Bremer

Nemmeno un minuto con Ancelotti, neanche la soddisfazione di un debutto negli Stati Uniti: naturalmente, ha lasciato il segno. Un filo di rabbia.

Uno sprone a riprendersi sensazioni e spazio, quelli che Bremer non ha dato mai per scontato, ancor meno nei momenti più diffcili, immediatamente successivi all’infortunio. In quel tempo sospeso, trascorso ad aspettare un’opportunità, Gleison è rimasto paziente e in attesa di una nuova sfida. I 58 milioni della clausola rescissoria

Guardando i fatti, la situazione da cui riparte è pressoché simile: ci sono dubbi e vanno dissipati. Giorno dopo giorno, proverà a farlo. Ripartendo dall’iter classico: i test fisici, il lavoro personalizzato, le corse per raggiungere presto la condizione degli altri e per convincere ognuno di dover rimanere ancora lì e ancora all’altezza del ruolo. Salvo stravolgimenti, chiaro.

Che sul mercato non si possono mai davvero prevedere, soprattutto se c’è una clausola rescissoria (valida fino al 10 agosto), se la Juventus – come pare – è disposta ad accettare anche meno, se un grosso addio a Torino diventa sempre più inevitabile. Il difensore, in mancanza dell’occasione che potrebbe garantirgli uno step in più di carriera (Premier League?), prova a spegnere così le voci e a concentrarsi esclusivamente sulla propria: vuole restare alla Juve, vuole regalarsi una stagione in grado di ridargli lo status di intoccabile e di top player assoluto. L’unico metodo che conosce è quello che attua sin da oggi: testa bassa, lavorare. E di più con il pallone.

Juve, le risposte giuste

Il volto di Pierre Kalulu è il simbolo di queste prime due uscite della Juventus. Non perché abbia fatto prestazioni eclatanti, ma perché ha ripreso esattamente dove aveva interrotto. Cioè con prove maiuscole. Superiori alla media, sebbene abbia cercato costantemente di alzare quest’ultima. Il francese è tra le buonissime notizie arrivate in queste prime settimane di ritiro per Spalletti, che da lui è inevitabilmente ripartito per aggiustare la difesa, la stessa che a più riprese l’aveva tradito nel finale di stagione, fino a dover rinunciare a una qualificazione Champions parsa solamente da blindare. Ebbene: il prossimo passo sarà dare continuità, oltre che solidità.

E in questo senso sono già arrivate un po’ di risposte: sia con il Basilea che con lo Standard Liegi, la Juve è tornata a mettersi a quattro dietro, rinunciando per ora allo schema a tre visto per buona parte dell’annata. Difesa Juve, la situazione

Non è una grossa differenza, in realtà: lo stesso allenatore ha rinunciato da tempo a parlare di numeri e di associarli ai moduli, semmai è il tempo dei posizionamenti e questi la Juventus li sta affinando da parecchio. Anche per questo non ha subito gol nelle ultime due partite, pur trovandosi di fronte a squadre con gambe meno imballate e campionati pronti a partire. Buone notizie, appunto. Come quelle che arrivano dalle prestazioni di Gatti e Kelly, impermeabili ma da aggiustare in fase di impostazione; come quelle che arrivano anche da Cambiaso: potenzialmente il vero uomo in più della linea difensiva, però sembrato troppo discontinuo nell’ultimo anno, e le prime uscite hanno confermato le solite sensazioni.

Kalulu al top pure da centrale destro

Comunque, la squadra crescerà. Aumenterà allora l’intesa. Si capirà meglio anche di chi, Lucio, potrà fidarsi chiudendo gli occhi e su chi invece dovrà tenerli ben aperti, altrimenti il rischio è di inciampare.

Per il momento continuerà a tenere una linea a quattro in fase di non possesso, due più uno al centro in quella di impostazione. Con il Nizza – sabato autore di un 3-0 niente male contro il Marsiglia, in amichevole – e la sua retroguardia a tre, si capirà meglio anche quanto i bianconeri giocheranno in base all’avversario e quanto vorranno indossare un vestito a prescindere, sentendolo magari come l’unico possibile da vestire, a maggior ragione in questo momento di esperimenti. Celik, l’intesa cresce

A proposito: sempre Kalulu, sempre bene, pure da centrale di destra a quattro.

Con lui, proprio sulla costruzione dal basso, il tecnico guadagna velocità. Non è un’opzione da scartare, tutt’altro. Come la contemporanea presenza del francese e Celik, ancora in fase di ambientamento, ma determinante nel discorso generale di Spalletti: servono calciatori in grado di allungare la rosa e di dare tanto profondità quanto qualità a questa Juventus. Una corsa dopo l’altra, una chiusura dopo l’altra. Si metterà subito a disposizione, Gleison Bremer . E lo farà con il sorriso.

Anzi: con il ghigno di chi sa di dover cercare, anche dentro di sé, conferme a un po’ di dubbi che si sono sommati, accumulati, tutti comunque da affrontare. Il centrale brasiliano ha deciso di anticipare il rientro alla Continassa, dov’era atteso nella giornata di mercoledì. Troppo forte, la voglia di tornare a disposizione. Troppo importante, questo lavoro preliminare volto a garantirgli una prima parte di stagione (magari) senza intoppi. Bremer, volontà Juve

E troppo in ballo, poi: perché il suo nome è stato tra i più chiacchierati in uscita, e perché la Juve ha pensato pure al suo profilo per monetizzare, quindi sbloccare il mercato in entrata. Non era un mistero, non lo è mai stato. E il calciatore, che pure legittimamente ha provato a guardarsi attorno, più volte ha ribadito la volontà di rimanere a Torino, dove sta bene e dove sta provando a seguire con ordine i dettami dell’allenatore.

Sulle doti di Gleison da marcatore non c’è mica discussione. Semmai, ecco, si può crescere e costruire nella gestione del pallone, in quella prima impostazione su cui Spalletti insiste con costanza.

Share This Article
Leave a Comment

Leave a Reply