7 agosto 2026, 07:33
Stefano Lanzo
Quasi l’ultima pietra di Damien Comolli, visto che è arrivato agli sgoccioli della finestra di mercato invernale in prestito dal Nizza. Sicuramente, però, Jeremie Boga è stata la prima pietra della gestione Carnevali. Pronti via, l’amministratore delegato bianconero (che l’aveva conosciuto da vicino al Sassuolo) non ha avuto esitazioni: nel primo giorno d’insediamento alla Continassa ha firmato il riscatto dai francesi, versando i 4,8 milioni pattuiti dal predecessore. Da quel momento è ripartita la Juve. Da un giocatore che nel girone di ritorno della passata stagione si è rivelato un valore aggiunto: 4 gol e un assist in 17 partite disputate.
Niente male, per un esterno d’attacco da qualche mese fuori rosa al Nizza. Ora sta bene e conosce il proprio ruolo in questa Juve: Boga fa parte della batteria di gregari fondamentali per una grande squadra. O comunque per un gruppo che ambisce ad alzare il livello tra Serie A e palcoscenico internazionale. Buona la prestazione col Chelsea, per la serenità di Spalletti, sicuro di essere in ottime mani ogni volta che gli dà fiducia.
È sempre calcio d’agosto, certo. Ma che peso ha la vittoria sul Chelsea a questo punto del vostro pre-campionato? “Non era semplice, giocavamo contro una squadra molto forte.
Loro non ci hanno messo in difficoltà e noi ci siamo difesi bene come squadra. È una bella vittoria, certo, ma non significa nulla: siamo ancora in pre-campionato, ma vincere fa bene per rafforzare la nostra autostima”.
“Con Spalletti Juve in vantaggio.
Inter la favorita”
Come si sta trovando in questa nuova Juve? “Sto bene, ho saltato la partita contro il Nizza perché ho avuto le vertigini, ma niente di grave. Col Chelsea, invece, mi sono sentito subito molto bene fisicamente e sto migliorando la mia condizione fisica in vista del campionato”. Cosa significa avere un allenatore meticoloso come Spalletti già a partire dal pre-campionato? “Essendo arrivato nel mercato invernale non ho avuto molto tempo per ambientarmi, mi sono subito dovuto adattare al nuovo contesto.
Dall’estate sono riuscito a conoscere meglio il mister: sto cercando di capire con maggiore attenzione che cosa mi chiede e soprattutto che cosa si aspetta da me. È un vantaggio ripartire con Spalletti”. La continuità è stata il cruccio del suo primo periodo in bianconero. Partenza ottima, poi un assestamento e qualche momento complicato. Cosa pensa che le sia mancato da quando ha scelto la Juve? “Sì, credo mi sia mancata effettivamente un po’ di continuità. Ho iniziato bene, poi ho vissuto un calo, ma devo avere fiducia in me stesso e continuare ad aiutare la squadra in ogni modo”.
È presto, certo, ma dal 23 agosto inizierà il campionato della Juve con la trasferta di Frosinone.
“Con Yildiz vicini dentro e fuori dal campo”
A guardare oggi la griglia di partenza, chi ritiene possano essere le favorite per il titolo? Vi possiamo inserire in questa lista? “Il campionato italiano è pieno di ottime squadre, ma l’Inter resta per me la favorita perché è fresca di scudetto e noi dobbiamo arrivare a raggiungere gli obiettivi che l’anno scorso abbiamo fallito. Cerchiamo di puntare sempre al massimo”. La Juve ha riscattato subito il suo cartellino, sostanzialmente nel giorno in cui Carnevali si è insediato alla Continassa. Dopodiché lei non è mai stato chiacchierato in ottica mercato. Le dà più energia questo aspetto?
“Certamente, quando sono arrivato ho fatto di tutto per rimanere. Quando ho saputo che la Juve mi aveva riscattato ero molto felice, però non è un punto d’arrivo. Devo ancora dimostrare di poter giocare in questa squadra, devo far capire a tutti che merito di vestire questa maglia”.
Cosa significa per lei essere l’alter ego di Kenan Yildiz ? Di fatto giocate nella stessa posizione, per cui avete qualcosa che vi accomuna. “Mi trovo benissimo con lui, viviamo vicini anche fuori dal campo. Siamo molto uniti, è vero che siamo in competizione, ma è una rivalità sana e per me è un giocatore top.
L’anno scorso abbiamo anche giocato insieme e abbiamo un bel feeling”. Quasi l’ultima pietra di Damien Comolli, visto che è arrivato agli sgoccioli della finestra di mercato invernale in prestito dal Nizza.
Sicuramente, però, Jeremie Boga è stata la prima pietra della gestione Carnevali. Pronti via, l’amministratore delegato bianconero (che l’aveva conosciuto da vicino al Sassuolo) non ha avuto esitazioni: nel primo giorno d’insediamento alla Continassa ha firmato il riscatto dai francesi, versando i 4,8 milioni pattuiti dal predecessore. Da quel momento è ripartita la Juve. Da un giocatore che nel girone di ritorno della passata stagione si è rivelato un valore aggiunto: 4 gol e un assist in 17 partite disputate. Niente male, per un esterno d’attacco da qualche mese fuori rosa al Nizza. Ora sta bene e conosce il proprio ruolo in questa Juve: Boga fa parte della batteria di gregari fondamentali per una grande squadra.
O comunque per un gruppo che ambisce ad alzare il livello tra Serie A e palcoscenico internazionale. Buona la prestazione col Chelsea, per la serenità di Spalletti, sicuro di essere in ottime mani ogni volta che gli dà fiducia.
È sempre calcio d’agosto, certo. Ma che peso ha la vittoria sul Chelsea a questo punto del vostro pre-campionato? “Non era semplice, giocavamo contro una squadra molto forte. Loro non ci hanno messo in difficoltà e noi ci siamo difesi bene come squadra. È una bella vittoria, certo, ma non significa nulla: siamo ancora in pre-campionato, ma vincere fa bene per rafforzare la nostra autostima”.